09/10/2017
    CnCn news 2.0

    REGIONI

    Regione Veneto:la Regione conferma il divieto di utilizzo di alcune tipologie di richiami vivi. Sino a fine ottobre. Massima vigilanza nel territorio contro l’aviaria.
    Venezia, giovedì 28 settembre - La Regione Veneto conferma il divieto ministeriale all’utilizzo di richiami vivi (limitatamente a quelli appartenenti ai Caradriformi e Anseriformi) da parte dei cacciatori e ha intensificato la vigilanza. L’assessorato regionale alla Caccia, la Direzione Regionale Caccia competente, insieme ai Servizi veterinari regionali in collegamento con il Centro di Referenza per l’Influenza Aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e con il Ministero della Salute, ha diramato oggi una ulteriore nota informativa rivolta alle associazioni venatorie agli Uffici Caccia presso Province e Città Metropolitana di Venezia, ai Comandi di vigilanza venatoria e ai contingenti della Vigilanza Venatoria Volontaria e le Associazioni Venatorie con la quale si ribadisce la prosecuzione fino al 31 ottobre del divieto di utilizzo di tali specifiche categorie di richiami vivi a fini venatori, così come disposto dal Ministero della Salute il 30 dicembre scorso, nell’ambito delle misure adottate per prevenire focolai di influenza aviaria.
    “Il fatto che sia stato segnalato, da parte di agenti volontari dell’ENPA, un caso di inosservanza del regime di divieto dell’utilizzo di queste specie come richiami vivi da parte di cacciatori – commenta l’assessore regionale alla Caccia - non è altro che una indiretta conferma che la catena informativa e di vigilanza promossa dalla Regione, e rispetto alla quale si mantiene la massima attenzione, funziona e continua a funzionare”, dichiara l’assessore regionale alla caccia in merito alle segnalazioni raccolte nel Padovano, sul lago di Camazzole, diventate oggetto anche di una interrogazione consiliare in Regione.
    “Anche questo episodio – prosegue l’assessore – conferma che gli organi di controllo e vigilanza sono all’opera e segnalano tempestivamente ed efficacemente, anche in siti periferici, eventuali anomalie e scorrettezze. Ringrazio le guardie dell’Enpa e tutte le guardie volontarie che, con la loro presenza e disponibilità al coordinamento, integrano il lavoro della vigilanza istituzionale, consentendo così di allargare lo spettro delle azioni di prevenzione e controllo a tutti gli ambiti del territorio regionale”.

    Regione Sardegna: Danni da cormorani, Caria e Spano incontrano pescatori e amministratori dell’oristanese. Al vaglio nuovi indennizzi e misure di contrasto.
    Cagliari, giovedì 28 settembre 2017 – La Regione è disponibile a incrementare gli indennizzi per i pescatori e a mettere sul campo azioni di contrasto innovative contro la presenza dei cormorani negli stagni dell’Oristanese. È il bilancio del lungo faccia a faccia che si è svolto questa mattina nell’Assessorato dell’Agricoltura a Cagliari tra gli assessori dell’Agricoltura e della Difesa dell’Ambiente, Pier Luigi Caria e Donatella Spano, e una folta delegazione di rappresentanti dei pescatori, di associazioni di categoria e amministratori dei Comuni in cui si estendono gli stagni e le lagune dell’Oristanese. Al centro dei lavori il difficile problema dei danni causati alla pesca dai cormorani e le possibili azioni da far partire in vista dell’autunno, periodo di maggior presenza dei volatili (se ne attendono circa 15mila fra ottobre e gennaio) che provocano enormi perdite economiche ai 400 lavoratori del comparto locale. Si è quindi fatto il punto sugli indennizzi per i danni sul pescato e soprattutto sulle azioni di contrasto avviate negli scorsi anni contro i cormorani: dagli abbattimenti controllati eseguiti all’interno della normativa europea, insufficienti secondo i pescatori per il basso numero di uccelli depopolati e per i tempi e i modi in cui vengono svolti, ai dissuasori installati sugli stagni, che dovrebbero allontanare i cormorani dagli specchi acquei.
    Risorse. “Con la delibera votata lo scorso 1 settembre si è deciso che gli aiuti volti a indennizzare gli operatori del settore dai danni causati dalla fauna selvatica siano concessi in linea con la Misura 1.40 del FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) dedicata alla protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili. Sulla Misura sono stanziati 2 milioni di euro. Con la stessa delibera abbiamo inoltre deciso che le eventuali risorse regionali individuate al fine di indennizzare gli operatori dai danni causati dalla fauna selvatica, siano assegnate ad integrazione della Misura 1.40”. Lo ha detto l’assessore Caria che poi ha precisato: “Possiamo quindi integrare i 2 milioni, se possibile, attraverso una rimodulazione di fondi non spesi nel FEAMP, ma anche con il reperimento di nuove economie nella prossima legge finanziaria”. L’assessore ha poi ribadito la piena disponibilità di tutto l’esecutivo ad accogliere e valutare le proposte di tutti i portatori di interesse del comparto.
    Azioni di contrasto. “C’è una volontà politica forte di discutere e provare a trovare una soluzione al problema. Con una programmazione puntuale e con una serie di interventi si può riuscire a determinare una situazione migliore nel tempo, poiché abbiamo molto a cuore il reddito dei lavoratori e il futuro delle loro famiglie”. Così l’assessora Donatella Spano, che ha aggiunto: “La tutela dell’ambiente deve viaggiare di pari passo con la produzione, non abbiamo alcuna preclusione in tal senso. Quando abbiamo, per esempio, aperto ai piani di abbattimento dei cormorani abbiamo ricevuto molte critiche, ma lo abbiamo fatto con convinzione nel rispetto e in linea con le direttive europee. Non siamo stati fermi. Capisco che gli indennizzi possono essere un aspetto umiliante e che voi pescatori preferiate vivere del vostro lavoro. Ma gli indennizzi rappresentano uno dei diversi metodi di intervento”. L’esponente della Giunta Pigliaru ha poi ricordato il lavoro fatto in passato con la formazione dei coadiutori, ma guardando avanti ha proposto un altro tipo di intervento: la riduzione delle nascite, dove si interviene sulle uova. “Si tratta di un progetto – ha osservato Spano – che sta raggiungendo buoni risultati nel nord Europa e su cui prendo l’impegno di chiedere al ministero dell’Ambiente di costruire un programma, in collaborazione e finanziato con l’UE, dedicato alla Sardegna”. Spano ha poi ricordato che questo genere di azioni si possono accompagnare con la messa a dimora di reti galleggianti, di canneti artificiali dove si possano rifugiare i pesci e con interventi di disturbo da attuare nei luoghi di ferma e nidificazione dei cormorani. La titolare dell’Ambiente ha quindi annunciato ai presenti che fisserà quanto prima un appuntamento con il ministro a cui illustrerà la situazione e chiederà il massimo sostegno possibile.

    Regione Puglia: Di Gioia su deroga caccia allo storno.
    Martedì 3 ottobre - Approvata la delibera di Giunta che consente la deroga alla caccia allo storno fino al 14 gennaio 2018. “La Giunta regionale –  spiega l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia  - ha, difatti, approvato l’autorizzazione al prelievo di una specie che è un oggettivo pericolo per le colture, specie olivicole e orticole, come già verificatosi in diverse aree della nostra regione, in particolare nelle zone tra Bari e Brindisi. Si tratta di un atto che raccoglie, di fatto, le istanze delle organizzazioni di categoria, anche alla luce di  studi e monitoraggi sul campo”. “Il prelievo in deroga – prosegue - ha l’obiettivo di difendere il paesaggio e tutelare le produzioni agroalimentari: la caccia è autorizzata nella Area della Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi e in tutte le altre aree regionali olivetate caratterizzate dalla concomitante presenza di storni. Il prelievo, da effettuare da parte di operatori autorizzati e regolarmente iscritti agli ATC, è concesso per un massimo di 10 capi giornalieri e  per un limite massimo stagionale di 30". “Il provvedimento è necessario e ha il fine ultimo di tutelare i nostri agricoltori, specie adesso, a ridosso della campagna olearia, sì da non compromettere le colture e il prodotto finale”. L'autorizzazione avrà validità dal 60esimo giorno dalla pubblicazione sul Burp, tempo utile al Ministero per eventuali osservazioni o ratifica.

    Regione Lombardia:Siti Rete Natura 2000: approvata integrazione finanziaria programma interventi regionali.
    Mercoledì 27 settembre - “Abbiamo stanziato 476.715,83 euro che serviranno a finanziare dieci progetti ammessi e non finanziati, nel bando precedente, per esaurimento delle risorse, compreso il progetto della Provincia di Como, che aveva ottenuto solo un finanziamento parziale”. Così l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, commenta l’approvazione, nella seduta di Giunta, dell’integrazione della dotazione finanziaria del programma di interventi regionali per favorire la salvaguardia della biodiversità nei siti di Rete Natura 2000 previsti nella d.g.r. 16/11/2015 n. x/4316.
    Destinatari della manovra sono gli Enti gestori dei Sic (Siti di interesse comunitario) che, nella graduatoria 2015, sono stati ammessi ma non finanziati o finanziati solo parzialmente:
    Provincia di Como “Interventi riqualificazione nel Sic Valle del Dosso a Dosso del Liro” – euro 49.725,34.
    Provincia di Cremona “Conservare e migliorare habitat ripari e forestali nei siti Natura 2000: Isola Maria Luigia e Lanca di Gerole” – euro 44.376,56.
    Parco del Ticino “Controllo del siluro in tre SIC del Parco del Ticino” – euro 50.000.
    Parco Campo dei Fiori “Intervento di valorizzazione della funzione naturalistica dei prati magri nella ZSC Monte Legnone e Chiusarella” – euro 50.000.
    Parco delle Orobie Valtellinesi “Interventi di miglioramento degli habitat della coturnice e del gallo cedrone in comune di Cedrasco nel SIC Val Cervia” – euro 50.000.
    Parco dell’Oglio Nord “Interventi attivi di contenimento di specie acquatiche alloctone pericolose e di conservazione delle specie rare e minacciate nei siti Rete Natura 2000 del Parco Oglio Nord” – euro 43.000.
    Provincia di Varese “Contenimento/eliminazione del fior di loto all’interno della ZPS Lago di Varese e del SIC/ZPS Palude Brabbia” – euro 49.408.
    Carabinieri – Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare (già CFS) “Interventi di salvaguardia della biodiversità nel sito di Bosco della Fontana” – euro 40.473,05 Riserva naturale Torbiere del Sebino “Interventi di supporto alla biodiversità del sito Torbiere del Sebino” – euro 49.732,88 Comune di Serle “Mantenimento di habitat prativi e specie di interesse comunitario” – euro 50.000.
    “Il nostro obiettivo – conclude l’assessore regionale – è quello di assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali, delle specie di fauna e flora selvatiche all’interno dei siti di interesse comunitario della Rete Natura 2000. Da un parte vogliamo rendere più fruibile e sviluppare il nostro territorio con le infrastrutture verdi, dall’altra, intendiamo dare attenzione alla tutela delle aree protette con un occhio particolare alla biodiversità”.

    Regione Molise: Il PFVR va avanti.
    Venerdì 29 settembre - Prosegue l’impegno per l’attuazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale 2016-2020 approvato con delibera di consiglio n. 359 del 29/11/2016.
    La struttura tecnica dell’Ufficio gestione attività venatorie della Regione Molise – rende noto il Consigliere regionale delegato alla caccia, Cristiano Di Pietro – ha provveduto all’istituzione della Zona di Ripopolamento e Cattura n° 3 di Gambatesa e la restituzione all’attività venatoria della Zona di Ripopolamento e Cattura n. 4 di Tufara. Per quanto riguarda la Z.R.C. n. 3 si è proceduto all’apposizione di tabelle lungo l’intero perimetro della stessa, mentre per la Z.R.C. n. 4 di Tufara si è provveduto alla rimozione delle tabelle perimetrali.
    Pertanto, alla luce di quanto sopra, a partire dal 30 settembre c.a. sarà possibile esercitare l’attività venatoria, secondo quanto previsto dalla normativa e dal calendario venatorio vigenti, nell’area sulla quale insisteva la suddetta Z.R.C. n. 4 di Tufara.
    “Procediamo spediti – commenta il consigliere Di Pietro – nelle operazioni di adeguamento del territorio a quanto previsto dal nuovo PFVR, strumento programmatico fondamentale per la conservazione e gestione del nostro patrimonio faunistico. Nell’occasione – prosegue il consigliere delegato – mi preme ringraziare la struttura regionale per l’ottimo lavoro fin ora svolto con la tabellazione delle varie aree, nonché per l’efficienza e la competenza dimostrata. Speriamo in tempi brevi di completare tutta l’opera migliorando così ulteriormente il mondo venatorio molisano”.

    Regione Friuli Venezia Giulia: Riforma della caccia: panontin, via libera del governo.
    Martedì 26 settembre - Il Governo ha dato il proprio avvallo alla Legge Omnibus 28/2017, recante “Disposizioni in materia di risorse agricole, forestali e ittiche e di attività venatoria” con la quale si è di fatto dato corpo alla riforma della caccia in Friuli Venezia Giulia. Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri, ha infatti deciso di non impugnare la legge regionale, che può ora trovare piena attuazione.
    Come ha precisato l’assessore regionale alla Caccia e risorse ittiche, Paolo Panontin, con questo atto “si chiude il percorso di riforma dell’attività venatoria. È il coronamento di un lungo lavoro durante il quale la Regione ha trovato soluzioni condivise ai problemi del mondo della caccia rimanendo nel solco dettato dalla normativa nazionale”.
    Ringraziando tutti coloro che hanno collaborato per superare i parziali rilievi formulati in prima battuta dal Governo, Panontin ha evidenziato che “come spesso accade c’è chi si è prodigato per ostacolare il percorso di riforma ma, a differenza di quanto accaduto in passato, è stata posta grande attenzione ad operare entro i canoni della legittimità. In particolare temevo che alcuni emendamenti votati in Consiglio regionale potessero essere a rischio di impugnativa, ma ne abbiamo difeso la correttezza formale e l’esito è stato positivo”.
    L’assessore ha quindi auspicato “la costruttiva collaborazione di tutti i portatori d’interesse per definire le ultime questioni necessarie a chiudere il cerchio, ma lavorando con lo stesso metodo adottato finora sono certo che sarà possibile raggiungere a breve anche questo risultato”.

     

    EVENTI


    17 ottobre 2017, h. 15-17 – Parlamento europeo, Bruxelles, Belgio – Coesistere con i grandi carnivori: sfide e soluzioni.
    Si terrà martedì 17 Ottobre alle 15.00 presso il Parlamento Europeo la Conferenza “Coesistere con i Grandi Carnivori: sfide e soluzioni” tenuta da Karl Heinz Florenz, Persidente del Gruppo Parlamentare Europeo “Biodiversità, Caccia e Attività Rurali” e organizzata dalla FACE, Federazione Europea per la caccia e la conservazione.
    I recenti dati indicano che la maggior parte delle popolazioni di grandi carnivori sono stabili o in aumento nelle zone Europee densamente popolate. Sebbene questo trend rappresenti un fattore positivo, molti conflitti sono sorti. Questi conflitti spesso generano una serie di interrogativi sia sulla corretta gestione e sugli schemi di compensazione dei danni, sia sul loro status legale in alcune aree geografiche.
    La conferenza “Coesistere con i Grandi Carnivori: sfide e soluzioni” affronterà queste tematiche e presenterà alcune soluzioni per migliorare le attuali strategie di gestione/conservazione di grandi carnivori in Europa.
    Dopo l’introduzione del Presidente dell’Intergruppo Karl Heinz Florenz, interverranno Nicola Notaro, Direzione Natura Commissione Ambiente Europea, BorbolyCsaba, Membro del Comitato delle Regioni, Daniel Heindl, Camera Agricoltura Lower Austria, Luis Suarez, WWF Spagna.
    Il programma

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