16/05/2017
    CnCn News 2.0

     

    Ministero dell’ambiente:Celebrazioni dei 25 anni del programma Life e della Direttiva “Habitat”.

    Ricorre nell’anno 2017 il 25° Anniversario del programma LIFE e della direttiva “Habitat” dell’Unione europea (Direttiva 92/43/CEE), entrambi approvati il 21 maggio 1992.

    Per riconoscere il loro importante contributo alla conservazione del patrimonio naturale europeo, la Commissione europea, il Parlamento, il Consiglio e il Comitato delle Regioni proclameranno il 21 maggio 2017 come “European Natura 2000 day” in un evento speciale organizzato a Bruxelles.

    Inoltre, per celebrare l’importante traguardo di 25 anni di sostegno del programma LIFE non solo ad azioni per la protezione della natura e della biodiversità, ma anche per la tutela dell’ambiente e la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la Commissione europea ha realizzato un sito web Life25Naturaper promuovere le iniziative che, nei mesi di maggio e giugno 2017, verranno organizzate in tutta Europa dai beneficiari dei progetti LIFE al fine di comunicare ai diversi stakeholder le attività svolte e i risultati raggiunti (mettendo anche a disposizione dei beneficiari un apposito toolkit di comunicazione).

    Tutti i beneficiari LIFE che hanno intenzione di organizzare un evento nell’ambito delle celebrazioni dei 25 anni del programma LIFE e della Direttiva “Habitat” per mostrare l’impatto dei propri progetti sono quindi  invitati a registrarsi al link che segue, così da includere l’iniziativa nel calendario degli eventi che si terranno nei paesi dell’Unione europea.

    Per celebrare la ricorrenza in Italia, anche il Punto di Contato Nazionale ha predisposto un’apposita pagina del sito  web  dedicato al programma LIFE dove è possibile visualizzare la descrizione e i programmi di tutti gli eventi in corso di realizzazione nel nostro paese.

     

    Ministero dell’ambiente: Ambiente: online il primo rapporto su Stato Capitale Naturale.

    Giovedì 11 maggio - E’ pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente il Primo rapporto sullo Stato del Capitale Naturale, consegnato a febbraio al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il documento, previsto dal “Collegato Ambientale”, affronta il legame tra lo stato dell’ecosistema, il benessere sociale e le prospettive economiche.
    “Questo Rapporto – spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti -  non è solo il risultato di un grande impegno scientifico per ‘misurare’ il nostro Capitale più prezioso, ma è anche un grande salto di qualità culturale che viene chiesto al Paese: associare all’ambiente italiano non solo la parola ‘conservazione’ ma anche l’idea che un vero sviluppo si può determinare solo con una corretta gestione delle nostre risorse naturali. L’introduzione degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) nell’ultimo Documento di Economia e Finanza rafforzano ancora di più la visione di un Paese che sa di poter crescere puntando sul suo patrimonio unico di biodiversità, risorse naturali ed ecosistemi”.
    Frutto del lavoro del Comitato per il Capitale Naturale, cui hanno partecipato nove ministeri, cinque istituzioni di ricerca pubbliche, Regioni, Comuni e nove esperti scientifici, il Rapporto raccoglie le informazioni rilevabili sullo stato di conservazione di acqua, suolo, aria, biodiversità ed ecosistemi, avviando un modello di valutazione del Capitale Naturale. Questo viene inquadrato all'interno di cinque Ecoregioni terrestri (Alpina, Padana, Appenninica, Mediterranea Tirrenica e Mediterranea Adriatica) e le Ecoregioni marine del Mediterraneo che interessano l’Italia (Mare Adriatico, Mare Ionio e Mediterraneo Occidentale). Dall’analisi emerge che l’Italia è uno dei paesi più ricchi di biodiversità, con 6.700 specie di flora vascolare e oltre 58.000 faunistiche, ma che sono molti i fattori di pressione antropica: tra questi i cambiamenti climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio, gli incendi dei boschi e la perdita di biodiversità marina, l’invasione delle specie aliene, lo spreco di acqua, la copertura artificiale del suolo che determina distruzione del paesaggio.
    Ciò determina che diciannove ecosistemi siano considerati ad alto stato di conservazione, diciotto a medio e trentasei a basso stato: tra questi ultimi, che riguardano il 14% della superficie nazionale, gli ecosistemi a struttura forestale della Pianura Padana, quelli delle fasce costiere e sub costiere, gli ecosistemi legati agli ambienti d’acqua dolce e quelli forestali in territorio di pianura e collinare.  L’approccio alla contabilità e alla valutazione economica del Capitale Naturale contenuto nel Rapporto punta a fornire un primo inquadramento sulle metodologie di stima ed attribuzione di un valore monetario al Capitale Naturale; inoltre, il riferimento ad alcuni casi studio permette di avere un'idea, seppur parziale, dell'importanza che lo stock di Capitale Naturale ha per le attività economiche ed il nostro benessere. Non si tratta di "mercificare" la natura, ma di riconoscerle un valore che consenta di affiancare al Capitale Investito, al Capitale Umano e al Capitale Sociale, anche il quarto capitale, quello troppo spesso trascurato nel passato: il Capitale Naturale.
    Il Comitato individua infine una serie di raccomandazioni, con obiettivi da perseguire nel breve e medio periodo: adottare un piano d’azione per il Capitale Naturale, renderlo centrale per la predisposizione delle misure del DEF (Documento di Economia e Finanza) e del PNR (Piano Nazionale di Riforma), in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e della Strategia di Sviluppo Sostenibile, integrarlo nella contabilità pubblica e nella contabilità privata, rafforzare il sistema delle aree protette di terra e mare, attuare le disposizioni riguardanti i cosiddetti “appalti verdi”, includendo nelle valutazioni i costi per la collettività derivanti dal consumo di risorse naturali e dall’inquinamento.
     
    Hanno partecipato al Comitato:
    •      Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (Presidente)
    •      Ministro dell’economia e delle finanze
    •      Ministro dello sviluppo economico
    •      Ministro del lavoro e delle politiche sociali
    •      Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
    •      Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
    •      Ministro per gli affari regionali e le autonomie
    •      Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione
    •      Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
    •      Rappresentante della Conferenza delle Regioni e Province autonome
    •      Rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
    •      Governatore Banca d’Italia
    •      Presidente ISTAT
    •      Presidente CNR
    •      Presidente ENEA
    •      Presidente ISPRA
     
    e integrato da esperti nominati dal Ministro dell’Ambiente:
    •      Catia Bastioli: A.D. Novamont - Presidente Terna - Kyotoclub
    •      Massimo Bergami: Università di Bologna
    •      Carlo Blasi: Università La Sapienza, già Presidente Società Botanica Italiana
    •      Gianfranco Bologna: Direttore Scientifico WWF, Segretario Generale Fondazione Aurelio Peccei
    •      Carlo Carraro: Università di Venezia, FEEM, EAERE, IPCC, CMCC
    •      Enrico Giovannini: Università di Roma Tor Vergata, Asvis, già Ministro del Lavoro
    •      Edo Ronchi: Presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile, già Ministro dell’Ambiente
    •      Giovanni Fulvio Russo: Università di Napoli, Presidente Società Italiana di Biologia Marina
    •      Giuseppe ScarasciaMugnozza: Università della Tuscia, già Presidente Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.

    Sintesi e Raccomandazioni

     

    Regioni

    Regione Veneto:Presentata una mozione per impegnare la giunta regionale a recedere dal progetto Life Wolfalps e per chiedere al Governo di attuare il piano di gestione del lupo.

    Giovedì 11 maggio - Da numerosi incontri tenutisi in questi ultimi mesi sul territorio veneto è emersa la forte preoccupazione da parte di molti sindaci ed amministratori locali per le ripercussioni negative che si stanno creando a danno del turismo e delle varie attività produttive, oltre allo stato di comprensibile disagio percepito dai cittadini nel vedere minacciata la loro sicurezza per la presenza crescente delle popolazioni di lupo.

    Gli allevatori veneti, già provati dalle difficoltà causate dalla grave crisi economica che sta stritolando le loro attività, non possono permettersi il lusso di sostenere ulteriori costi aggiuntivi legati alle predazioni dei branchi dei lupi che stanno imperversando in alcune aree della nostra regione, causando, oltre ai danni materiali per gli animali di allevamento sbranati, anche uno stato d’animo gravato da una comprensibile apprensione, tale da indurre molti di loro ad abbandonare le proprie attività con il conseguente abbandono del territorio che causerà gravi ripercussioni per la salvaguardia del territorio stesso e dell’ambiente.

    Per queste ragioni il Presidente Sergio Berlato ed il capogruppo Nicola Finco hanno presentato una  mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta regionale ad organizzarsi in modo tale da:

    procedere al pagamento di tutti i danni diretti ed indiretti causati dalla predazione dei lupi sul territorio veneto entro e non oltre sei mesi dalla data dell’accertamento effettuato dalle autorità competenti; ad installare,  a spese dell’Ente pubblico ed in collaborazione con gli allevatori interessati, tutti i sistemi di prevenzione atti a scongiurare il più possibile le predazioni dei lupi ed i danni diretti ed indiretti dagli stessi provocati;

    recedere subito dal Progetto WolfAlps, rivelatosi come una delle tante dimostrazioni di come si possano sperperare ingenti quantità di risorse pubbliche per creare tutta una serie di problematiche alla collettività, problematiche i cui effetti negativi comportano e comporteranno il continuo impiego di molte altre risorse pubbliche che potrebbero invece essere utilizzate per garantire i servizi essenziali ai cittadini;

    chiedere al Governo nazionale di attuare subito il Piano di gestione e di contenimento del lupo, così come del resto avviene negli altri paesi membri dell’Unione europea, in modo da garantire la compatibilità tra la presenza di questo grande carnivoro e le attività umane, soprattutto se esercitate in ambienti fortemente antropizzati come, ad esempio, la Lessinia e l’Altopiano dei Sette Comuni.

    La mozione

     

    Regione Umbria: Preadottato calendario venatorio stagione 2017/2018.

    Martedì 9 maggio - Una preapertura in due giornate, il 2 e 3 settembre, e l’avvio generale della caccia, con il prelievo venatorio per tutte le specie, il 17 settembre, terza domenica del mese: è quanto prevede il calendario venatorio per la stagione 2017/2018 preadottato dalla Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alla caccia Fernanda Cecchini. Per la caccia di selezione l’avvio è previsto il 18 giugno e per il cinghiale il 1 ottobre.

    “La partecipazione con le associazioni venatorie, agricole e ambientaliste rappresentate nella Consulta faunistico venatoria regionale e l’ampio dibattito condotto in fase di redazione del Calendario venatorio per la corrente stagione – ha detto Cecchini – hanno portato ad una programmazione del prelievo che ha ricevuto un consenso quasi unanime da parte dei rappresentanti del mondo venatorio umbro sulle scelte operate dall’Assessorato regionale che ha riproposto i periodi di prelievo come per la scorsa stagione, e ciò nonostante gli interventi limitativi effettuati dal Governo nelle passate stagioni. Le opportunità di prelievo offerte dal calendario – ha proseguito l’assessore – consentono ai cacciatori umbri una elevata potenzialità di fruizione della selvaggina presente sul nostro territorio, che rimane uno dei meglio conservati da un punto di vista ambientale e naturalistico. E’ indubbio che comunque – ha concluso Cecchini – si dovrà proseguire sulla strada di una gestione sempre più attenta e basata sui monitoraggi degli habitat e delle popolazioni faunistiche, cosa che la Regione sta conducendo da diversi anni con l’Osservatorio faunistico, e continuare a perseguire una maggiore omogeneità dei calendari venatori nell’Italia centrale”.

    L’atto è stato trasmesso per il previsto parere alla III Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ed all’ISPRA per arrivare poi all’approvazione definitiva.

     

    Regione Emilia Romagna: Recupero fauna selvatica. Riapre l’avviso pubblico per Parma e Piacenza.

    Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha approvato una delibera – la n. 592/2017 – che riapre fino al prossimo 15 maggio i termini per la presentazione da parte di Cras (Centri di raccolta animali selvatici) e associazioni di volontariato delle manifestazioni di interesse per il recupero e trasporto della fauna in difficoltà nelle province di Parma e Piacenza, le uniche dell’Emilia-Romagna da cui non erano pervenute candidature allo scadere del primo avviso pubblico.
    Il bando ha stanziato 300.000 euro per il rimborso dei costi sostenuti e prevede la stipula da parte della Regione Emilia-Romagna di un’unica convenzione per ciascuna provincia con tutti i soggetti disponibili.

    Finora da Parma sono arrivate manifestazioni di interesse di due Cras, che però svolgono solamente attività di pronto soccorso dei selvatici feriti, mentre nessun soggetto si è fatto avanti per il servizio di recupero e trasporto. Invece da Piacenza, oltre alla candidatura di un Cras per il primo soccorso, è pervenuta la manifestazione di interesse da parte di un’associazione che tuttavia si occupa soltanto di raccolta e trasporto dell’avifauna, con esclusione quindi di ungulati (cinghiali, cervi, ecc.) e di altre specie.

    Per garantire la copertura del servizio sull’intero territorio regionale, la Giunta ha così deciso di riaprire i termini per la presentazione delle candidature esclusivamente nelle due province di Parma e Piacenza, con gli stessi criteri applicati negli altri territori, e soltanto per la raccolta e il trasporto dei selvatici feriti. Sono fatte salve le candidature già pervenute ed istruite.

    Le risorse a disposizione per il rimborso delle spese di trasporto e prime cure ammontano a circa 38mila euro per la provincia di Parma e poco più di 30mila per Piacenza.
    Le domande possono essere presentate direttamente al Servizio Attività faunistico-venatorie – Direzione generale Agricoltura, caccia e pesca, viale del Fiera 8, 40127 Bologna oppure tramite posta certificata all’indirizzo mail: territoriorurale@postacert.regione.emilia-romagna.it.

     

    Regione Lombardia: Emendamenti alla legge di Semplificazione: dal tesserino agli Atc, ecco cosa può cambiare.

    Brescia, venerdì 12 maggio - Nella seduta di martedì 12 aprile della Commissione VIII Agricoltura sono stati approvati alcuni emendamenti al PDL n. 339 “Legge di Semplificazione”, che dovranno ora passare al vaglio della Commissione II Affari Istituzionali e infine saranno votati definitivamente nell’aula del Consiglio Regionale.

    Nel dettaglio le modifiche che sono state approvate e apportate sono le seguenti:

    1-L’emendamento presentato dal gruppo del PD che rende possibile l’invio a casa del tesserino venatorio è stato approvato. Favorevoli l’intero gruppo del PD, Forza Italia e Gruppo Maroni. Contrario il relatore della Lega e astenuti il gruppo della Lega e il Movimento 5 Stelle.

    2-L’emendamento proposto dal Consigliere Sala circa l’addestramento dei cani nel periodo venatorio è stato approvato. L’emendamento si propone di consentire l’addestramento dei cani durante l’intera stagione venatoria, ad eccezione della zona di maggior tutela della Zona Alpi. Attualmente è consentito solo nei 30 giorni antecedenti l’apertura della stagione venatoria.

    3-All’unanimità è stato approvato anche l’emendamento presentato dal gruppo del PD che va a ripristinare il comma 3 art. 47 della legge 26/93 inerente l’indennizzo dei danni provocati dalla fauna inselvatichita. Il comma 3 che con la legge si vuole abrogare recita “i nuovi impianti che fruiscono di finanziamenti CEE debbono già prevedere nella domanda di contributo le opere di difesa dei danni provabili dalla fauna selvatica e domestica inselvatichita. Per tali impianti non sono ammesse richieste di indennizzo danni” Con l’emendamento si chiede quindi di lasciare il comma così com’era in quanto norma di buon senso.

    4-Anche il Movimento 5 Stelle ha visto approvata una proposta di emendamento, per rimuovere dai nominati delle associazioni agricole negli ATC l’ente nazionale per la Cinofilia. Questo emendamento ha registrato il voto favorevole del Movimento, della Lega e dell’Alleanza Popolare. Si sono espressi contrari il PD, la Lista Maroni e il presidente Cavalli.

    Questi emendamenti ora dovranno passare dalla Commissione II Affari Istituzionali prima di arrivare alla fase finale di voto in Consiglio Regionale.

     

    Regione Friuli Venezia Giulia: Caccia, Panontin, no cancellazioni riserve e distretti venatori.

    Mercoledì 10 maggio - “Nessuna cancellazione delle riserve e dei distretti venatori sarà prevista dalla prossima riforma regionale sulla caccia”.

    Lo ha affermato l’assessore regionale alla Caccia del Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin, il quale sul tema ha precisato che, nella fase attuale, si sta lavorando su una bozza del disegno di legge che è stata sottoposta all’attenzione di più categorie di portatori di interesse, ciascuno dei quali ha espresso le proprie osservazioni in merito.

    All’interno di questo iter la discussione principale è imperniata sulla governance che deve garantire il rispetto di quanto espresso dalla Corte Costituzionale: la garanzia della rappresentatività delle categorie sociali individuate dalla legge nazionale nella gestione faunistico-venatoria.

    “Nelle varie tappe di questo confronto – ha sottolineato Panontin – un punto fermo è sempre rimasto l’assetto territoriale basato sul sistema riservistico. Pertanto – ha concluso – è completamente destituita di fondamento qualsiasi ipotesi di una futura cancellazione delle riserve di caccia e dei distretti venatori nella nostra regione”.

     

    ASSOCIAZIONI

    Face.eu: Dirigenti dell'agricoltura e dell'ambiente della Commissione europea sulla riforma della PAC.

    Venerdì 12 maggio -La Federazione Europea per la Caccia e la Conservazione (FACE) è stata presente alla Conferenza sulla riforma della politica agricola comune (PAC). La PAC è una politica importante in Europa e attualmente utilizza la maggior parte del bilancio della Commissione europea (quasi il 40%). Ha comportato importanti miglioramenti nella produzione alimentare sin dalla sua concezione nel 1957, tuttavia, è riconosciuto che la futura PAC sarà più sostenibile. Per Face, il declino della biodiversità delle terre agricole, specialmente le specie di selvaggina (huntable), è un argomento molto importante.

    Il comunicato stampa

     

    Face.eu:Il contributo della Face alla nuova Politica agricola comune (PAC).

    Mercoledì 10 maggio - La politica agricola comune (PAC) rappresenta quasi il 40% del bilancio dell'Unione e costituisce un meccanismo cruciale per l'agricoltura e l'ambiente rurale in Europa.

    Molti cacciatori saranno consapevoli che l'agricoltura europea ha avuto un impatto significativo sulla biodiversità delle terre,incluse molte piccole specie di selvaggina.

    Il comunicato stampa

    Consultazione dei cacciatori sulla PAC

     

    Face.eu: Giornata mondiale per gli uccelli migratori: la Face promuove il monitoraggio degli uccelli acquatici e il recupero delle zone umide.

    Mercoledì 10 maggio - Quest’anno, la Federazione Europea per la Caccia e la Conservazione (FACE) ha festeggiato la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, che cadeva ieri, 10 maggio, attraverso la promozione del Fondo per gli Uccelli Acquatici recentemente istituito. La FACE sta invitando coloro che prelevano e conservano in modo sostenibile gli uccelli acquatici a contribuire a questo importante fondo per assicurare una migliore comprensione dello stato delle nostre popolazioni migratorie.

    Il Manifesto FACE per la Biodiversità dimostra che i cacciatori sono già attivamente coinvolti nella gestione e nella creazione di zone umide importanti per gli uccelli migratori in Europa. Tuttavia, la sorveglianza – la raccolta dati ripetuta a lungo termine – è la base per la gestione e la comprensione delle zone umide e delle specie che supportano. Per i cacciatori, il fondo Waterbird contribuirà a garantire che vi sia una solida consapevolezza delle proprietà europee di gestione dell’acqua. I buoni dati di monitoraggio sono essenziali per sviluppare strutture di caccia sostenibili, come la gestione adattativa del prelievo, che già stanno dimostrando di avere successo in Europa.

    Secondo il dottor David Scallan, Senior Manager per la Conservazione della FACE: “La necessità di promuovere e attuare un quadro di prelievi sostenibili è parte fondamentale per garantire l’uso sostenibile. Il fondo Waterbird rappresenta un modo per garantire la raccolta di dati di qualità sulle dimensioni e le tendenze della popolazione per le popolazioni di uccelli acquatici in Europa “.

    La FACE è uno dei numerosi organismi all’interno del Partenariato per il Monitoraggio degli Uccelli Acquatici afro-eurasiali che contribuiscono a promuovere questo fondo. Il fondo per gli uccelli Acquatici può essere supportato tramite il sito web: www.waterbird.fund .

    Infine, la FACE continuerà a lavorare duramente per assicurare una migliore attuazione delle disposizioni della Direttiva Uccelli attraverso il piano d’azione sulle Direttive Natura  recentemente pubblicato dall’UE. Alcune delle aree chiave di interesse per i cacciatori europei includono l’aggiornamento del “Documento dei concetti fondamentali sul periodo di riproduzione e migrazione prenuziale delle specie di uccelli cacciabili nell’UE”. La FACE è coinvolta insieme alla Commissione e agli altri soggetti interessati nel processo per assicurare che vengano adottati approcci efficaci per conservare e gestire le popolazioni d’oca in Europa conformemente alle disposizioni della Direttiva Uccelli.

    Il comunicato stampa

     

    Face.eu: Contributo dei cacciatori alla conservazione delle specie minacciate.

    Martedì 25 aprile - Il report.

     

    Coldiretti Sardegna: Oristano, piano controllo cornacchie: i nodi ancora irrisolti.

    Giovedì 11 maggio - Il piano di controllo della cornacchia grigia nei territori dell’Oristanese ha recentemente preso avvio. Un intervento indifferibile nelle campagne alle prese con i danni stagionali causati alle colture primaverili ed estive da parte di una tra le più terribili e numerose specie nocive. Il piano, redatto dall’ufficio Gestione Faunistica della Provincia, prevede una azione di abbattimento nei diversi territori dell’Oristanese grazie all’ impegno di numerosi coadiutori e, soprattutto, della Associazione dei coadiutori oristanese (ACOR) guidata dal presidente Massimo Meneghel, che coordina l’attività di ben 215 operatori.

    L’esecuzione è effettivamente affidata totalmente ai coadiutori iscritti all’Albo provinciale, che prestano la loro opera volontariamente. Una situazione ormai non più gestibile. Infatti sia la dimensione del problema che la vastità del campo di azione sono tali che i costi sostenuti dai coadiutori si dilatano anno dopo anno divenendo molto onerosi. Nel recente passato il contributo di privati e delle associazioni di categoria ha lenito il problema ma, di fatto si tratta di una situazione non più sostenibile. Coldiretti, con il presidente Giovanni Murru, Confagricoltura con il presidente Corrado Sanna e l’Associazione dei Coadiutori Oristano con il presidente Massimo Meneghel hanno così deciso di scrivere al Commissario della provincia Massimo Torrente e, per conoscenza, anche agli Assessori regionali all’ambiente e agricoltura Donatella Spano e Pierluigi Caria.

    Nella nota si evidenzia come l’importante servizio come quello svolto dai coadiutori non possa reggersi solo sulla gratuità delle prestazioni e occorra contemplare un congruo rimborso per l’impegno e le spese che i tanti operatori assicurano con la loro opera. Altro nodo da risolvere il costante ritardo nella erogazione degli indennizzi. Coldiretti e Confagricoltura chiedono di sapere il perché gli indennizzi pregressi sui danni da fauna selvatica siano ancora fermi, aggravando ulteriormente la situazione delle aziende che hanno subito nocumento. Alla Provincia si domanda quindi un urgente incontro per affrontare le problematiche proposte e proseguire con una azione organica di collaborazione sulla tematica.

     

    24 maggio 2017 – Aranciera di San Sisto, Via di Valle delle Camene, n. 11 - Roma - Adattamento ai cambiamenti climatici: le esperinezeele opportunità dei progetti LIFE in Italia.

    Il Programma LIFE festeggia i 25 anni. Il 24 maggio si terrà a Roma, presso l’Aranciera di San Sisto in Via di Valle delle Camene 11, il Convegno “Adattamento ai cambiamenti climatici: le esperienze e le opportunità dei progetti LIFE in Italia”, organizzato dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e dai progetti LIFE DERRIS e LIFE Master-ADAPT (di cui ISPRA è partner), in collaborazione con l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.
    Nell’ambito dell’evento saranno presentate le attività dei progetti LIFE attivi sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici e le esperienze passate (es. progetto BLUE AP del Comune di Bologna). Nel pomeriggio sono previsti dei gruppi di lavoro in sessione parallela che affronteranno diversi aspetti trasversali dell’adattamento ai cambiamenti climatici: dalla governance e servizi climatici, alla pianificazione, alle tecnologie ed il monitoraggio per l’adattamento. Tra i relatori è prevista la partecipazione di un esperto ISPRA.

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