11/05/2017
    CnCn News 2.0

    Governo

    Ministero dell’ambiente:Celebrazioni dei 25 anni del programma LIFE e della Direttiva “Habitat”.

    Venerdì 5 maggio - Ricorre nell’anno 2017 il 25° Anniversario delprogramma LIFEe delladirettiva “Habitat” dell’Unione europea (Direttiva 92/43/CEE), entrambi approvati il 21 maggio 1992.

    Per riconoscere il loro importante contributo alla conservazione del patrimonio naturale europeo, la Commissione europea, il Parlamento, il Consiglio e il Comitato delle Regioni proclameranno il 21 maggio 2017 come “European Natura 2000 day” in un evento speciale organizzato a Bruxelles. 

    Inoltre, per celebrare l’importante traguardo di 25 anni di sostegno del programma LIFE non solo ad azioni per la protezione della natura e della biodiversità, ma anche per la tutela dell’ambiente e la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la Commissione europea ha realizzato un sitowebper promuovere le iniziative che, nei mesi di maggio e giugno 2017, verranno organizzate in tutta Europa dai beneficiari dei progetti LIFE al fine di comunicare ai diversi stakeholder le attività svolte e i risultati raggiunti (mettendo anche a disposizione dei beneficiari un apposito toolkitdi comunicazione).

    Tutti i beneficiari LIFE che hanno intenzione di organizzare un evento nell’ambito delle celebrazioni dei 25 anni del programma LIFE e della Direttiva “Habitat” per mostrare l’impatto dei propri progetti sono quindi  invitati a registrarsi al link che segue, così da includere l’iniziativa nel calendario degli eventi che si terranno nei paesi dell’Unione europea: http://life-25.eu/register/.

    Per celebrare la ricorrenza in Italia, anche il Punto di Contato Nazionale ha predisposto un’apposita pagina del sitoweb dedicato al programma LIFE dove è possibile visualizzare la descrizione e i programmi di tutti gli eventi in corso di realizzazione nel nostro paese.

     

    Regioni

    Regione Liguria: Approvate modifiche alla Legge regionale, nuove modalità di annotazione su tesserino venatorio e passaggio di competenze dalle province su vigilanza.

    Genova, mercoledì 3 maggio - Approvate, dal Consiglio regionale, le modifiche alla legge regionale sulla caccia 29/1994. Tra le principali novità: l'introduzione dell'obbligo di annotazione al momento dell'abbattimento "accertato" delle specie di fauna stanziale e migratoria, oggetto di prelievo venatorio; il passaggio delle competenze su vigilanza, sanzioni e contenzioso dalle Province alla Regione. “Con queste modifiche – spiega l'assessore regionale alla Caccia Stefano Mai – recepiamo le novità introdotte dalla legge nazionale, entrate in vigore lo scorso anno, eliminando le possibili incomprensioni che avrebbero penalizzato ingiustamente chi pratica l'attività venatoria. Abbiamo puntualizzato l'accertamento del capo abbattuto perché non possa essere lasciato spazio all'arbitrarietà nelle sanzioni. Inoltre, abbiamo definito le competenze sulla vigilanza che diventa compito della Regione”. Nell'ultima riunione della Giunta regionale, inoltre, è stato approvato il nuovo calendario venatorio della Liguria che aprirà domenica 17 settembre in tutte le forme, compreso il cinghiale, nelle zone consentite, e si chiuderà il 10 febbraio 2018. Il provvedimento, che ha ottenuto parere favorevole dalla Commissione consiliare competente, regolamenta l'attività venatoria su tutto il territorio regionale, indica le specie di fauna selvatica che possono essere prelevate, in quali periodi, il carniere giornaliero e stagionale relativo alle varie specie, la caccia collettiva al cinghiale e la caccia di selezione agli ungulati – capriolo, daino, camoscio -. “Da una corretta gestione del prelievo venatorio e da una caccia consapevole possono derivare concreti benefici anche alle attività agricole fortemente penalizzate dai danni della fauna selvatica” ha spiegato l'assessore Mai. L'apertura generale di caccia per tutte le specie è fissata alla terza domenica di settembre. Le chiusure previste sono: il 31 ottobre per quaglia e tortora; il 30 novembre lepre, starna, rossa; 31 dicembre per il merlo e allodola; 20 gennaio per la beccaccia; 31 gennaio per il fagiano, anatidi, rallidi e tordo bottaccio, sassello e cesena; il 10 febbraio per il colombaccio, gazza, ghiandaia, cornacchia nera e grigia. Due giornate aggiuntive da appostamento sono previste, a ottobre e novembre, per le specie del colombaccio, merlo, cesena, tordo bottaccio e sassello.

     

    Regione Friuli Venezia Giulia: Panontin, sui cinghiali la Regione tiene alta la guardia.

    Mercoledì 3 maggio - 18 cinghiali abbattuti nella seconda metà del 2016 e 4 dall'inizio del 2017. Sono i dati, riferiti al Collio e al Carso goriziano, forniti oggi dall'assessore regionale alla Caccia, Paolo Panontin, che in Aula ha risposto all'interrogazione del consigliere Igor Gabrovec (Slovenskaskupnost) sugli strumenti messi in campo dall'Amministrazione regionale per affrontare l'eccessiva proliferazione della fauna selvatica. A giugno dello scorso anno, infatti, le competenze riguardanti la gestione venatoria sono passate dalle Province alla Regione.

    "Nel periodo dal 1° giugno 2016 al 31 dicembre 2016 - ha ricordato Panontin - le attività della Struttura per la vigilanza faunistico venatoria di Gorizia, istituita provvisoriamente presso l'Ispettorato forestale di Trieste e Gorizia, sono proseguite regolarmente e, con riferimento ai cinghiali, il personale alla stessa assegnato ha effettuato 86 uscite e abbattuto 18 esemplari".

    Nel 2017, invece, la Struttura è stata soppressa, a seguito della riorganizzazione amministrativa attualmente in atto. "Questo - ha aggiunto l'assessore - non ha impedito una regolare continuazione del servizio, fatto salvo un periodo di una decina di giorni, dal 15 al 24 di marzo, nelle more dell'emanazione di un nuovo provvedimento di deroga. Al momento sono stati effettuati 10 servizi ed abbattuti 4 esemplari".

    Quantità che rispetto al passato appaiono contenute; eppure, come ha precisato Panontin, l'abbassamento dei numeri "non deriva da una minore attività, ma dal fatto che i lunghi mesi di siccità hanno rallentato l'attività degli animali e la possibilità di individuarli per abbatterli". Inoltre, ha sottolineato l'assessore, rispetto alla gestione delle Province è stato incrementato il numero di conduttori di fondi autorizzati ad esercitare l'abbattimento in deroga.

    "Al momento - ha quindi concluso - l'unica criticità che può essere rilevata deriva dal fatto che non è stata ancora conclusa l'armonizzazione dei vari regolamenti che ogni Provincia aveva emanato con riferimento alla gestione delle armi lunghe e questo, peer quanto riguarda la provincia di Gorizia, ha per il momento impedito di utilizzare al massimo le potenzialità offerte dalla nuova organizzazione, criticità che però verrà superata in tempi brevi in quanto la bozza del nuovo regolamento è già stata predisposta".

     

    Regione Trentino-Alto Adige: Azione antibracconaggio a Canal San Bovo.

    Trento, giovedì 4 maggio - A seguito di una serie di servizi antibracconaggio mirati, organizzati dalla Stazione Forestale di Canal San Bovo e Caoria, in stretta collaborazione con il personale dell’Associazione Cacciatori Trentini, è stato accertato nei gironi scorsi il reato di esercizio di caccia in periodo di divieto generale nella valle del Vanoi nella Riserva di Canal San Bovo. In particolare, durante un servizio serale a ridosso della prossima apertura della caccia di selezione primaverile, il personale di vigilanza ha accertato l’azione di bracconaggio commessa da una persona, cacciatore della locale riserva, la quale è stata osservata in flagranza mentre abbatteva un esemplare di capriolo maschio adulto in un prato. Soddisfazione è stata espressa da parte del personale forestale e dei guardiacaccia dell’Associazione cacciatori trentini per il positivo esito dell’operazione, che ha premiato l’impegno profuso nei mesi scorsi a tutela del patrimonio faunistico pubblico.

    L’azione illecita, portata a termine all’imbrunire, ha permesso in un primo momento all’autore del reato, riconosciuto dai forestali, di occultare velocemente l’animale abbattuto e di dileguarsi nel bosco nel buio della notte. Il giorno seguente, la ricerca della traccia di trascinamento del capriolo con un cane da sangue ha consentito di recuperare il capo, accuratamente occultato una area boscata. Immediatamente sono scattate le operazioni di perquisizione dirette della Procura della Repubblica di Trento, che hanno permesso di deferire alla giustizia il responsabile dell’atto di bracconaggio. Le perquisizioni nella vallata del Vanoi e nella vicina Valsugana, operate con l’ausilio del personale delle Stazioni Forestali di Primiero-San Martino di Castrozza, Pieve Tesino e Castel Ivano, hanno portato anche al sequestro dell’arma con la quale è stato commesso il reato.

     

    Regione Abruzzo: Cinghiali, Giunta approva nuovo piano di controllo.

    Pescara, venerdì 5 maggio - La Giunta regionale ha approvato il Piano di controllo del cinghiale. Lo ha reso noto l'assessore alle politiche venatorie, Dino Pepe, che ha precisato: “Il Piano consente l’abbattimento della specie per l’intero anno, anche negli Istituti di tutela e nei periodi di caccia chiusa. Si tratta di uno strumento concepito espressamente per il controllo delle popolazioni di cinghiale ed il contenimento degli impatti che la specie provoca all’agroecosistema". Il 9 febbraio, inoltre, con determina DPD 023/14 del 09/02/2017, il Dipartimento dello Sviluppo rurale ha autorizzato la caccia di selezione al cinghiale in Abruzzo fino al mese di giugno 2017, a seguito del parere favorevole espresso dall'ISPRA sui Piani di abbattimento predisposti dagli ATC. "Questo tipo di caccia - ha osservato Pepe - introdotto nella nostra regione a titolo sperimentale lo scorso anno e quest'anno attiva a pieno regime, già a partire dal mese di febbraio, prevede l'abbattimento di un certo numero di capi ad opera di cacciatori opportunamente abilitati attraverso dei corsi di formazione". "Abbiamo avviato anche il lavoro di approvazione del Piano faunistico regionale - ha ricordato Pepe - revisionando il vecchio strumento ormai obsoleto, che è il principale strumento di pianificazione territoriale in mano alle istituzioni e che definisce la strategia di gestione faunistico-venatoria. Uno dei temi che impegnerà il tavolo di redazione del Piano e che guiderà le sue scelte, in particolare relativamente alla destinazione differenziata dei singoli territori, riguarderà proprio la gestione del cinghiale". "Abbiamo attivato, in buona sostanza, tutti gli strumenti necessari per affrontare con programmazione e rispetto delle norme una problematica che prevede un “nuovo metodo di lavoro” basato su un’opera di sottile concertazione tra le diverse esigenze contemperate, mantenendo al primo posto priorità indifferibili quali la sicurezza dei cittadini e la tutela del reddito degli agricoltori". "Inoltre - ha proseguito l’assessore - nei giorni scorsi, la Terza Commissione ha dato il via libera al nuovo regolamento sul prelievo venatorio degli ungulati: le modifiche apportare nascono dall’esigenza di dare una risposta concreta alla ben conosciuta situazione emergenziale venutasi a creare con l'espansione delle popolazioni di cinghiale nelle aree ecologicamente “non vocate”, costituite da zone antropizzate, rete viaria e produzioni agricole di maggior pregio, in cui si è acuito, negli ultimi anni, il fenomeno dei danni e degli incidenti stradali". "Viene data priorità al raggiungimento dell'obiettivo di eradicazione del cinghiale in questi territori, ad altissimo impatto sulle attività umane, rafforzando sia gli strumenti di pianificazione, sia i metodi di abbattimento. Si permette, ad esempio, a tutti i cacciatori iscritti all’ATC di potervi esercitare la caccia con tutte le tecniche consentite. La modifica era necessaria visto che nel testo precedente la caccia era vietata alle squadre in braccata e, paradossalmente, autorizzata ai cacciatori in forma singola. Il calendario venatorio 2016/17, ancora in vigore - conclude l’assessore - prevede la programmazione della caccia di selezione per tutto il periodo di caccia chiusa fino a giugno, con un prolungamento del periodo cacciabile alla specie che non ha mai avuto eguali nella nostra regione e che può contribuire efficacemente a contenere il danno che la specie provoca alle colture agricole in questi specifici mesi".

     

    Regione Toscana: Illustrato il regolamento di attuazione della legge.

    Mercoledì 3 maggio - L’atto disciplina in modo unitario la materia della caccia in Toscana. L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi, questa mattina, ha illustrato in seconda commissione, presieduta da Gianni Anselmi (Pd) il regolamento di attuazione della legge sulla caccia con riferimento anche alla legge sugli ungulati. “Veniamo – ha spiegato l’assessore- dal riordino istituzionale. La Regione ha riassunto a livello centrale tutte le funzioni amministrative in materia di caccia, prima attibuite alle Province. Sul territorio c’erano 48 regolamenti funzionanti e altri 43 in corso di approvazione, per disciplinare queste norme occorreva unificare 91 regolamenti. E’ stato un percorso complesso e articolato”. “L’obiettivo – ha aggiunto l’assessore – è arrivare ad un regolamento unico applicabile alle nostre tradizioni, che osservi le normative regionali e nazionali e che metta i cacciatori toscani nelle condizioni di esercitare questa attività in maniera consapevole”.

    Tra le novità, nel regolamento vengono stabilite le modalità di svolgimento delle sedute del comitato di gestione che, secondo i principi di trasparenza e pubblicità degli atti, dovranno essere pubbliche. Inoltre, per garantire un’equilibrata distribuzione dei cacciatori sul territorio regionale sono definiti la densità venatoria, le regole per l’iscrizione agli ATC e per lo svolgimento della mobilità venatoria dei cacciatori residenti, e non, in Toscana. Per realizzare le finalità ambientali proprie sia degli istituti faunistici privati che di quelli pubblici, stabiliti dalla legge, si prevedono norme per la loro costituzione e gestione. In parte, tali norme sono state riconfermate e in parte aggiornate per semplificare le procedure. In particolare, per garantire l’attuazione della pianificazione territoriale, occorre che nel rispetto del piano faunistico venatorio non siano ammesse variazioni.

    Il regolamento si occupa poi delle aree sottratte alla caccia programmata, individuando le regole per l’istituzione e la gestione delle zone di protezione lungo le rotte di migrazione dell’avifauna e delle oasi di protezione. Si dettagliano poi le zone di ripopolamento e cattura e le norme per la loro gestione, le zone di rispetto venatorio, i centri privati di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, le aziende faunistico venatorie, le aree per l’addestramento e l’allenamento e le gare dei cani, le aree sottratte alla caccia programmata. Vengono rimodulate le distanze minime da osservare per la costruzione degli ‘appostamenti’ e per l’esercizio delle altre forme di caccia a tutela della sicurezza nell’esercizio venatorio.

    Per garantire una gestione degli allevamenti di fauna selvatica che assicuri il benessere degli animali sono riconfermate le regole di dettaglio relative al rilascio delle autorizzazioni, alle modalità gestionali, al trasporto degli animali allevati e al loro utilizzo come richiami vivi di caccia.

    Riguardo alla legge sugli ungulati, il regolamento, come hanno fatto presente i dirigenti della Giunta, non definisce molte specificità. In particolare, si segnalano modifiche ai calibri, verso l’alto, a garanzia di una maggiore efficacia e si dettaglia la gestione degli ungulati anche negli istituti privati.

    Alla fine dell’illustrazione, il presidente Anselmi ha fatto presente che “il regolamento sarà adesso oggetto, nelle prossime sedute della commissione, di una serie di audizioni”.

     

    Regione Veneto: Cacce in deroga: presentata mozione in Consiglio regionale.

    Martedì 2 maggio -In data odierna il Presidente della Terza Commissione consiliare permanente Sergio Berlato ha presentato una mozione in Consiglio regionale per l’applicazione del regime di deroga in Veneto per la stagione venatoria 2017/2018. L’articolo 9 della Direttiva 2009/147/CE prevede esplicitamente la possibilità per tutti gli stati membri dell’Unione europea di poter applicare il regime di deroga, previsione comunitaria recepita dall’articolo 19 bis della legge statale 157/1992 – ha commentato il Presidente Sergio Berlato – Pertanto se le cacce in deroga sono un’opportunità prevista dalle normative vigenti, sia comunitarie che statali, riteniamo che questa opportunità debba essere garantita ai cacciatori del Veneto. La Giunta regionale ha puntualmente presentato, entro il 30 aprile u.s., regolare domanda di applicazione del regime di deroga all’ISPRA ed al Governo nazionale per la stagione venatoria 2017/2018, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 19bis della l.s. 157/92 – ha ricordato Sergio Berlato – spetta adesso al Governo nazionale convocare la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per effettuare la ripartizione, tra le regioni interessate, del numero di capi prelevabili per ciascuna specie-. La mozione presentata dal Presidente Sergio Berlato impegna la Giunta regionale del Veneto a sollecitare il Governo a convocare la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano affinché provveda celermente alla ripartizione tra le regioni interessate al prelievo in deroga del numero di capi prelevabili per ciascuna specie, ripartizione che deve essere fatta per legge entro il 10 giugno 2017.

     

    Associazioni

    Face.eu: Pubblicato dalla Commissione europea il "Piano d'azione per la natura, la gente e l'economia".

    Bruxelles, giovedì 4 maggio - La Commissione europea ha pubblicato il suo "Piano d'azione per la natura, la gente e l'economia", frutto del "Fitness Check" delle direttive Natura dell'Ue.
    Face, con l'input dei suoi Membri, è stato coinvolto in tutto il processo di consultazione di FitnessCheck, incluso lo sviluppo di questo Piano d'azione dell'Ue. Il piano prevede azioni importanti per i cacciatori europei da consegnare entro il 2019.

    Il comunicato stampa

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