30/07/2016
    DA FENAVERI E CNCN UN “IN BOCCA AL LUPO!” PER LA PREAPERTURA

    La gestione della fauna selvatica trova nei calendari venatori uno strumento emblematico per l’indirizzo scientifico della caccia. Basandosi su questo principio fra poco, nelle regioni ove sono previste, si riproporrà il rito della cosiddetta preapertura.

    Sarà un assaggio in attesa della terza domenica di settembre e della apertura generale della stagione, che comunque per moltissimi cacciatori è quella “vera”, quella attesa per tutto l’anno.

    Nel frattempo si torna in campagna, per scegliere il luogo migliore dove preparare l’appostamento o per allenare i nostri fedeli compagni di caccia a quattro zampe; si controlla l’attrezzatura; si passano ore in armeria e nelle sezioni, nei circoli, nei bar a discutere con gli amici e il calore di sempre delle speranze, delle emozioni, della cultura e delle tradizioni venatorie, e perché no delle “padelle”, per i mesi che verranno.

    Nostalgia del passato, consapevolezza del presente e voglia di futuro per la caccia. Nostra e delle nuove generazioni.

    Lo schema organizzativo e i tempi non sono più quelli di una volta: non c’è solo l’amore per la caccia. Oggi siamo utili, necessari nel controllo della fauna selvatica al servizio degli agricoltori e della collettività tutta. Per la tutela delle colture agricole serve l’uomo-cacciatore, il cinghialaio e il controllore, i loro fucili, i recinti di protezione del lavoro agricolo che lui sa come e quando mettere; i cani preparati e indispensabili e gli interventi con la vigilanza venatoria... Sono politiche di controllo e contenimento che il cacciatore fa tutto l’anno quando richiesto e a tutte le ore. Un cacciatore full time.

    Sì, parliamo di quei volontari dell’ambiente, quelli del fare.

    La consapevolezza di questo ruolo ci consente la serenità di dire alla società che siamo depositari di tradizioni e valori millenari, antichi, ma sempre attuali e presenti ovunque. Perché con la passione e la ragione abbiamo saputo farli maturare e rimanere in sintonia con un mondo che cambia per mantenere la caccia una attività non solo sostenibile, ma in grado di fare molto per ambiente, territorio, fauna.

    E per la società tutta. Quella rurale in particolare, con i cui altrettanto forti valori i nostri sono strettamente intrecciati, e dovranno esserlo sempre di più; ma anche per quella metropolitana e urbana, che se ne è allontanata ignorando, in modo purtroppo crescente, i meccanismi che regolano la natura e i rapporti tra i suoi “abitanti”. Uomini compresi.

    Sta a noi mostrare alla società il vero volto della caccia, fatto di rispetto per il territorio che ci ospita e per i selvatici con i quali ci confrontiamo. Un rispetto fatto di conoscenza, che cerchiamo di approfondire sempre più; di correttezza nell’applicare le regole e nel fare in modo che tutti facciano altrettanto; di senso della misura a guidare il nostro equilibrato prelievo; di impegno e di lavoro volontario posto al servizio della difesa e della gestione dell’ambiente a favore di tutte le specie, cacciabili e no, al fianco degli agricoltori, grande e talvolta trascurata risorsa del Paese anche per le migliori e qualificate tradizioni alimentari.

    È forti di questi valori e di questa etica che, prima ancora delle leggi, guidano le azioni di ogni cacciatore, che ci prepariamo a iniziare una nuova stagione, pronti come sempre a fare ancora di più e più motivati che mai a trasmettere alle nuove generazioni che amare la caccia e la natura è un binomio inscindibile.

    Da quest’anno Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia e ANUUMigratoristi hanno riunito le loro forze sotto la bandiera comune della Fenaveri - la Federazione Nazionale delle Associazioni Venatorie Riconosciute - per poter trasmettere alla società, anche insieme al Comitato Nazionale Caccia e Natura, un unico, importante messaggio: amare e gestire la caccia per contribuire a un Paese che offra un ambiente migliore per tutti gli italiani.

    A tutti quelli che condividono questa grande passione, un forte, sincero “In bocca in lupo!”.

    allegati   30.07.2016.docx
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